30 dicembre 2015

Con il nuovo anno il blog migra qui: https://scelgounlibroperbambini.wordpress.com

Con il nuovo anno ho deciso di rinnovare il mio piccolo blog. 
Vorrei poterlo curare di più, condividere idee, libri e ricette, ma per riuscirci avevo bisogno di qualcosa di nuovo che mi piacesse veramente e mi rappresentasse meglio. Chi vorrà potrà continuare a leggermi qui: https://scelgounlibroperbambini.wordpress.com
In questo nuovo spazio continuerete a trovare un po' del mio  mondo.

A presto e auguri per questo nuovo anno!!!!

29 dicembre 2015

Pensieri fuori dal coro: torta cupido al doppio cioccolato

Per la nostra famiglia dicembre é il mese dell'anno assolutamente piú impegnativo dal punto di vista affettivo. Tanti momenti per ritrovarsi insieme anche con i parenti che solitamente vediamo meno. E non nascondo che a volte é faticoso sopportare tutti e sopratutto dividersi su due fronti separati. Ed è così da sempre. Le nostre rispettive famiglie infatti non vanno molto d'accordo e quindi, mal sopportandosi, preferiscono ignorarsi reciprocamente. Diciamo che non é che si odiano ma semplicemente sono incompatibili. E noi, ci siamo rassegnati a passare le feste ognuno per conto suo o, quando è possibile, fare una volta da una parte e una dall'altra. Finalmente però, dopo ben 14 anni, fortuite coincidenze astrali ci hanno consentito di passare insieme il giorno di Natale trovando un compromesso accettabile per entrambe le famiglie, così da non fare un torto a nessuno. Segniamolo sul calendario perchè per una volta gli sforzi che abbiamo fatto sono stati ripagati: nessun litigio, nessun lamento, nessuna tragedia ne alcun evento soprannaturale ha portato scompiglio per questo intenso Natale 2015. Almeno in apparenza ci è sembrato così. Insomma per una volta non siamo solo sopravvissuti alle festività così temute ma, anzi, possiamo dire di essere stati piacevolmente in compagnia, di aver condiviso una giornata serena con mamme, papà, zii, cugini, sorelle, fidanzati e nonne. Sopratutto queste ultime. Donne forti che sopportano sulle loro spalle il peso di una vita e di tanti sacrifici fatti con il cuore per i loro cari, senza mai rinfacciare nulla. Ne hanno viste di cose con i loro occhi eppure sono sempre li pronte a fare di più, a tenere duro dall'alto dei loro anni. C'è chi tra pochi giorni, con l'arrivo del 2016, di anni ne compirà ben 100.

A proposito di compleanni, dicembre è anche il mese dedicato ai papà. Sia il mio che quello della dolce metà compiono gli anni a pochi giorni di distanza. E per la cronaca, anche le mamme nel mese di marzo compiranno entrambe gli anni. Sarebbe stato bello preparare una grande festa per riunire le due famiglie festeggiando Natale e compleanni, ma, come ho già detto, non è assolutamente possibile. Ad ogni modo due compleanni separati richiedono anche due torte di compleanno! Pensando a loro, i nostri papà e le rispettive famiglie, ho deciso di realizzare due dolci identici con una base di pan di spagna e, dato che ci siamo, doppio cioccolato, quello al latte per la farcia e quello bianco per la copertura, con guarnizioni di cioccolato fondente e tanti sbuffi di morbida panna montata. Quando preparo un dolce lo faccio sempre pensando al significato che vorrei che avesse e a chi è dedicato. Questa torta vuole essere un omaggio all'amore e all'affetto come buon auspicio per le nostre famiglie. Un dolce pieno d'amore dai gusti classici e tradizionali per festeggiare i nostri eroi che con i loro pregi e i loro talloni d'Achille ci hanno cresciuto. Loro, così diversi eppure così uguali, che ogni giorno si interrogano chiedendosi come sarebbe stata la loro vita se avessero compiuto scelte diverse per le loro famiglie e per noi, i loro figli. Fare i genitori è il mestiere più difficile del mondo e a mio padre posso solo dire che nonostante tutto non c'è nulla che debba rimpiangere, nulla per cui rattristarsi. Come genitore ha dato più di quello che poteva. E' stato un padre affettuoso, generoso e comprensivo, anche severo quando serviva... e per me resterà sempre il mio super eroe!

TORTA CUPIDO AL DOPPIO CIOCCOLATO



Ingredienti per il pan di spagna x uno stampo da 20 cm
115 gr di farina 00
115 gr di zucchero semolato
3 uova 
scorza di limone
bacca di vaniglia o estratto di vaniglia puro biologico
un pizzico di sale
3 cucchiai da cucina di granella di mandorle

Ingredienti per la ganache al cioccolato al latte
130 gr di cioccolato al  latte con circa il 32% di burro di cacao
75/80 gr di panna per dolci liquida

Ingredienti per la bagna
mezzo bicchiere di latte tiepido
2 o 3 cucchiai di rum

Ingredienti per la copertura al cioccolato bianco
130 gr di cioccolato bianco di ottima qualità
50 gr di panna per dolci liquida

Per la decorazione
40 gr cioccolato fondente di ottima qualità
30 gr panna per dolci liquida + altri 100 gr da montare
2 cucchiai di zucchero vanigliato

Procedimento per il PDS: in una capiente ciotola in acciaio monta  a  nastro le uova con lo zucchero, la vaniglia e un pizzico di sale per almeno 15 minuti fino a quando sollevando la fruste il composto cadendo lascerà un segno visibile sulla superficie sottostante. Non appena sarà gonfio e cremoso unisci la scorza grattata di un limone. Mescola bene. Accendi il forno a 180 gradi. In una ciotola a parte passa la farina al setaccio. Aggiungila al composto di uova setacciandola nuovamente in tre riprese. Ad ogni aggiunta mescola con una spatola per incorporarla al composto facendo attenzione di non smontarlo.


Unisci la granella di mandorle e mescola ancora sempre usando la spatola. Imburra una teglia a cerniera di 20 cm di diametro (io ne ho usata una con superficie leggermente pù grande a forma di cuore) e rivesti il fondo con carta da forno: posizionala sulla base della tortiera, inserisci l'anello, chiudilo sopra la base rivestita di carta forno e con le forbici elimina l'eccedenza esterna. imburrala leggermente. Oppure utilizza uno stampo in silicone (io lo imburro comunque). Versa nella teglia il composto e livellalo in modo uniforme. Informa per circa 20 minuti. Appena la superficie del pan di spagna sarà dorato apri il forno, fai la prova stecchino e se questo uscirà asciutto sforna la torta. Lascia riposare nella teglia il PDS fino a raffreddamento poi estrailo e taglialo a metà ricavando due dischi.


Prepara la ganache al cioccolato al latte: mentre il PDS raffredda, in un pentolino scalda la panna liquida senza farla bollire. Appena sarà calda aggiungi il cioccolato al latte tritato e spegni il fuoco. Con un cucchiaio in legno o una spatola mescola tutto fino a quando il cioccolato non si sarà ben sciolto. Il composto dovrà risultare liscio, lucido  e denso, senza grumi. Lascialo raffreddare.


Prepara la bagna: in un bicchiere diluisci due o tre cucchiai di rum con mezzo bicchiere di latte tiepido.

Montaggio:  inumidisci la base del PDS con la bagna. con le fruste monta per qualche minuto la ganache al cioccolato al latte. Stendila sul disco di PDS e coprilo con il secondo disco.

Prepara la copertura al cioccolato bianco: in un pentolino scalda il latte senza farlo bollire, unisci il cioccolato bianco tritato. Spegni il fuoco, mescola bene con una spatola e fallo leggermente intiepidire poi cola la ganache bianca sulla superficie della torta ricoprendo bene anche i bordi. Fai rapprendere.

Prepara la decorazione: Quando la glassa al cioccolato bianco si sarà solidificata, metti sul fuoco un pentolino con 30 gr di panna, scaldala e versaci dentro il cioccolato fondente sminuzzato finemente. Fai sciogliere mescolando con la spatola e appena la ganache sarà liscia a e lucida  togli dal fuoco e versala in una sac a poche con bocchetta tonda e liscia. Io uso una sac a poche in plastica usa e getta e per questo tipo di decorazione non uso una bocchetta, ma taglio semplicemente la punta. In entrambi i casi per riempire la sacca da pasticcere senza impazzire si può procedere così: posiziona la sac a poche in un bicchiere alto con la punta verso il basso e l'apertura in alto. se usi la bocchetta per decorare inseriscila subito prima di riempirla.  Con le mani allarga bene la sac a poche tirandola verso le pareti del bicchiere, poi versa al suo interno la ganache. Sollevala e chiudi la mano intorno alla parte superiore spingendo verso la punta il cioccolato e cercando di eliminare l'aria. Se usi quella usa e getta, con o senza bocchetta, Taglia la punta per poterla utilizzare.


Guarnisci il bordo della torta formando un motivo decorativo di cioccolato. Se vuoi puoi decidere anche di disegnare o scrivere sulla superficie della torta. Se lo fai in questo caso utilizzerai una quantità inferiore di panna montata per ultimare la decorazione della torta.

Monta i 100 gr rimasti di panna con lo zucchero a velo. Quando sarà pronta inseriscila nella sac a poche e con una bocchetta a stella forma sulla superficie della torta tanti ciuffi di panna.

Possiamo anche usarne meno solo sul contorno del dolce lasciando libera la superficie della torta o aggiungendo scaglie e riccioli di cioccolato fondente. Buon appetito!




28 dicembre 2015

Case: da leggere, costruire, recitare

Qualche tempo fa ho cercato di sviluppare un percorso laboratoriale e di lettura sul concetto di "casa" da proporre ai bambini delle scuole primarie. Inizialmente ero partita dall'idea di svilupparlo in chiave interculturale con l'intento di scoprire e conoscere come vivono i bambini degli altri paesi del  mondo attraverso le loro abitazioni.
Il libro divulgativo I bambini e le case del mondo (Damon Emma, La nuova frontiera 2005), ad esempio, nasce proprio con queste finalità per viaggiare tra le culture alla scoperta di case di forme e materiali diversi: case che si muovono nell'acqua, palafitte, capanne, igloo e tante altre, per imparare a conoscere modi di vivere differenti dal nostro. Alla fine del testo i piccoli lettori possono provare a riflettere sul tipo di abitazione in cui vivono e divertirsi a costruirne una con le sagome in cartone da staccare e assemblare che il testo propone. A partire dai sei anni, anche una delle ultime novità dell'editore Orecchio Acerbo Le case degli altri bambini (Luca Tortolini, 2015) propone le stesse tematiche: da quelle lussuose a quelle più fatiscenti, 11 storie brevi illustrate presentano altrettante abitazioni differenti, gli odori che le caratterizzano, l'ambiente in cui si collocano e il modo in cui i bambini le abitano, per riflettere anche sulle diverse condizioni sociali ed economiche.



Successivamente però, quello che secondo me doveva essere tema di riflessione era, più in generale, il concetto di "casa": quale significato ed immagine attribuiamo a questa parola e cosa rappresenta per noi? A cosa ci riferiamo quando usiamo questo termine? Questa parola, solitamente indica un edificio architettonico ben definito, un luogo preciso, ben delimitato, costruito dall'uomo. Ma ci sono case che non hanno pareti, abitazioni che non sono in nessun luogo se non nella nostra memoria e nei nostri affetti. Case reali non convenzionali come un Paese, una città, un giardino, una stanza, un luogo segreto in cui nascondersi, ma anche case senza confini, come la nostra famiglia, che non  si trovano in nessun posto se non in noi. Casa è la somma di ciò che siamo, il corpo in cui abitiamo, la nostra epidermide. Siamo noi in base al nostro vissuto ad attribuirgli un particolare valore e significato.


Con i libri illustrati Chicchi di case (Philippe Lechermeier, Leonardo Publishing 2008) e Casa di fiaba (Giovanna Zoboli, Topipittori 2013) si può provare a lavorare su questo, sul concetto di casa per andare oltre. Nel primo testo conosciamo case bizzarre e immaginarie attraverso il diario di viaggio di Alfonso Sgabuzzino, un avventuriero d'altri tempi che decide di viaggiare per il mondo per scoprire i magici semi dai quali nascono abitazioni davvero particolari. Sono case ibride, bizzarre e immaginarie che rimangono sospese sul confine, tra realtà e fantasia. Ogni casa, descritta e raccontata da Alfonso, è accompagnata dalle splendide tavole illustrate a tutta pagina davvero suggestive. L'albo può essere piacevolmente letto anche solo attraverso le immagini per viaggiare con la fantasia alla ricerca della propria abitazione ideale. forse alla fine del testo scopriremo che infondo non esiste e che solo noi possiamo in un certo senso crearla. Non a casa il Protagonista si imbarca in questa avventura proprio per farsi un'idea del tipo di casa che potrebbe nascere dal suo seme. Con il secondo testo invece proviamo a pensare a come ogni casa, fisica e non, attraverso i suoi odori, le sue atmosfere, i suoi oggetti, racconta in modo diverso qualcosa delle persone che lo abitano e del loro mondo interiore. Il testo poetico e le illustrazioni dai colori pastello malinconici, ci conducono in una dimensione fiabesca accompagnandoci alla scoperta dei significati simbolici che il termine "casa", come la fiaba stessa, racchiude. E' un libro bellissimo ma, nel complesso, di non facile lettura e che per questo può essere proposto ad una fascia di età più grande.


Da qui è facile proseguire il percorso con altri libri e testi sull'argomento. Ce ne sono molti sia per bambini che per ragazzi: dai classici della letteratura per l'infanzia come il Mago di Oz a quelli Horror come ad esempio Case stregate (Massimo Scotti e Antonio Marinoni, Topipittori), un romanzo semi divulgativo che racconta la storia di di alcuni  spiriti e fantasmi famosi e delle case stregate, abitate e non, in cui dimorano.



Il percorso può quindi articolarsi e prendere nuovo strade, permettendoci di approfondire temi diversi dall'intercultura, diventando filo conduttore di svariate attività anche di quelle pensate per garantire la continuità educativa. Possiamo infatti proporlo anche ai più piccoli scegliendo letture meno impegnative da leggere ad alta voce, per giocare con gli ambienti e con la scoperta di luoghi quotidiani differenti. Per cominciare, ad esempio possiamo provare con il libro in rima Una casetta troppo stretta (Julia Donaldson e Axel Scheffler, Emme 2003) oppure con lo spiritoso albo illustrato Le case degli animali (Dubu Marianne, Orecchio Acerbo 2015) per compiere un giro immaginario all'interno di case differenti, uniche, piene di dettagli e di oggetti personali che ci aiuteranno a saperne di più sulle abitudini de loro proprietari!


Alla fine della lettura con i bambini  potrebbe essere divertente e utile provare a costruire insieme case diverse, fantasiose e fuori dagli schemi usando materiali di recupero, preparando una sorta di plastico e modellino con scatole in cartone, anime della carta igienica, bicchieri, veline e altri materiali. Oppure come ho fatto io possiamo realizzare un piccolo libro pop-up delle case. Sembra difficile, sopratutto da spiegare, ma in realtà è molto semplice realizzarlo. Spero che i passaggi siano chiari. Lasciatevi ispirare dalle letture, per realizzare copie fedeli delle abitazioni tipiche di diversi paesi del mondo, o per inventare case insolite, immaginarie, o magari quelle delle fiabe o di altri animali! Buon divertimento!

IL LIBRO POP-UP DELLE CASE



Cosa ti occorre:

fogli A4 di cartoncino bianco, forbici, colla, colori

Posiziona davanti a te un foglio A4 steso in orizzontale. Piegalo a metà sul lato più corto. Con le forbici fai due tagli orizzontali sul lato della piegatura distanziandoli di 6/8 cm, e lasciando circa lo stesso margine dal lato superiore e inferiore del foglio. Avremmo  così ottenuto il primo piano della nostra casa. La misura è indicativa e puoi decidere di variarla a seconda delle dimensioni che vuoi che abbia la base dell'abitazione. Piega la striscia ottenuta prima all'indietro poi verso di te. Apri il foglio e con le dita spingi la striscia all'interno



Ora piega di nuovo il foglio lasciando all'interno la striscia appena realizzata e procedi come dalle immagini. Dovrai infilare la lama delle forbici nella striscia ottenuta e tagliare due linee verticali lunghe uguali distanziandole dal bordo di 1 o 2 cm. In base alla misura che lasceremo dal bordo determineremo la lunghezza del piano superiore della casa che comunque dovrà essere più piccolo di quello inferiore.


 Adesso abbiamo ottenuto i due piani della casa. Possiamo decidere se vogliamo proseguire e, con lo stesso procedimento, realizzare un altro piano ancora più piccolo o due torrette o un terrazzo e così via. Io mi sono fermata qui e ho poi realizzato la porta e una linguetta posizionata vicino alla casa per incollare un albero.



Prepariamo la sagoma dell'albero e il tetto e incolliamoli con un filo di colla.


Coloriamo e decoriamo la casa e lo sfondo.



No ci resta che realizzarne altre con lo stesso procedimento, inserendo decori, finestrelle e altre alette per incollare alcuni elementi del paesaggio: un albero, un cespuglio, un ponte... Una volta terminate, sarà sufficiente incollare insieme il retro dei singoli fogli per assemblarli e ottenere così un libricino pop-up. Per renderlo più credibile, realizziamo anche la copertina.


E se avessimo voglia anche di cantare...

LA CASA DEI MATTI AL NUMERO O  
(testo con cd musicale di Sergio Endrigo e Nicoletta Costa, Gallucci Editore)

Era una casa molto carina,
senza soffitto, senza cucina

Non si poteva entrarci dentro
perchè non c’era il pavimento

Non si poteva andare a letto
in quella casa non c’era il tetto!

Non si poteva fare pipì,
perchè non c’era il vasino, lì...

Ma era bella, bella davvero,
in Via dei Matti, numero zero...
Ma era bella, bella davvero,
in Via dei Matti, numero zero...

25 dicembre 2015

☆Pensieri fuori dal coro: crostata stellare alla confettura di more di rovo e mirtilli... e buon Natale a tutti!

In essenza di quelli preparati dalle manine d'oro della mia nonnina, avevo comprato due vasetti di confettura artigianale da regalare: all'albicocca con stecca di vaniglia e alle more di rovo e mirtilli. La prima è finita sotto l'albero di una cara collega, la seconda invece giaceva sulla mensola della cucina in attesa di essere impacchettata. Fino a quando non ha iniziato a fissarmi, con insistenza. Ho provato ad ignorarla, ma poi senza accorgermene ho sollevato l'etichetta e svitato il coperchio. Sia chiaro però, non è stata colpa mia, ho dovuto aprirla. E' lei che ha insistito tanto affinché lo facessi, ed io ho provveduto semplicemente ad accontentarla! E nonostante i sensi di colpa iniziali, che senza sosta mi hanno assalito, posso ammettere che ne è valsa proprio la pena! 
Con questa confettura dal profumo di bosco e di sole ho deciso di preparare un dolce per renderle giustizia ed esaltarne i sapori. E cosa poteva esserci di meglio di una bella crostata? Un dolce genuino che sa tanto di casa e di coccole capace con la sua semplicità di esaltare il sapore della frutta. 
L'ho preparato pensando a qualcosa di goloso ma non troppo pesante da servire al termine del pranzo natalizio in famiglia. Proprio per questo volevo che questa crostata fosse magica, nella speranza che in questo Natale ognuno di noi possa riuscire a seguire la sua stella, ritrovando quella serenità ormai persa e la voglia di combattere ancora, soli e insieme, per dare un senso alla propria piccola ed effimera vita.

Con questa crostata auguro a tutti un felice Natale!!! E speriamo proprio che lo sia.

CROSTATA STELLARE ALLA CONFETTURA DI MORE DI ROVO E MIRTILLI 
CON NOCI MACADAMIA


Ingredienti per uno stampo di circa 18/20 cm di diametro
Per la pâte sucrée di Michel Roux*
100 gr di burro
100 gr di zucchero a velo setacciato
2 uova
250 gr farina 00 (180 w)
un pizzico di sale
io ho aggiunto scorza di limone e qualche goccia del suo succo

Per il ripieno:
320 gr di confettura di more di rovo e mirtilli artigianale di ottima qualità (1 vasetto) o altra confettura a scelta, 3 o 4 noci  macadamia pulite e ridotte a granelli o noci pecan

*Solitamente utilizzo la frolla fine di Montersino, ma ho trovato altrettanto buona anche questa. Nel suo libro "Frolla&sfoglia" Michel Roux, chef pluristellato, descrive la pasta sucrée come un impasto adatto in particolare per le torte alla frutta e per la cottura in bianco. Meno delicato della pasta sablée poichè contiene meno grassi, è più facile da lavorare e altrettanto gustoso. Ben avvolto nella pellicola si può conservare in frigo per una settimana o in freezer per circa 3 mesi. Non ho mai provato, ma posso fidarmi :-)

Procedimento: versa la farina in una ciotola o sul piano di lavoro. Al centro metti lo zucchero a velo, il burro e il sale. Inizia a lavorarli velocemente con le punta delle dita (meglio avere le mani ben fredde per mantenere bassa la temperatura del burro) incorporando piano piano la farina. Lavora l'impasto fino a quando non avrà raggiunto una consistenza granulosa. Fai di nuovo la fontana radunando le grosse briciole di impasto ottenute. Al centro aggiungi le uova, la scorza di limone e qualche goccia del suo succo, se decidi di usarlo. Continua a lavorare delicatamente l'impasto con le punta delle dita giusto il tempo necessario affinché stia insieme. Infine, lavoralo leggermente con il polso per farlo diventare liscio, forma un panetto, avvolgilo nella pellicola e lascialo riposare per 1 ora o 2 in frigo.


Trascorso tale tempo su un foglio di carta forno stendi circa un po' di più della metà di impasto ad uno spessore di mezzo cm. La frolla stesa dovrà avere una dimensione maggiore rispetto al diametro di 18 cm del nostro stampo. Con delicatezza solleva la carta da forno con sopra la frolla stesa e sistemala nello stampo. Fai aderire bene la pasta ai bordi dello stampo. Bucherella leggermente con la forchetta la base e versaci dentro la confettura. Aggiungi in superficie la granella di noci poi rifila i bordi della crostata ripiegandoli leggermente sul ripieno. Metti a riposare in frigo. Stendi su un altro foglio di carta forno la frolla rimasta e ricava un cerchio con un diametro inferiore a quello dello stampo. Con un coppa pasta a forma di stella intaglia la base ottenuta e tieni da parte gli scarti che potrai utilizzare per ricavare dei biscotti o delle piccole crostatine. Togli dal frigo lo stampo con la crostata e posizionaci sopra la frolla intagliata con le stelle.



Per garantire in cottura che le incisioni a forma di stella non si deformino, rimetti in frigo per 15 minuti. Poi cuoci la crostata a 180 gradi per circa 20 minuti controllando la cottura. Quando sarà dorata sfornala, fai raffreddare bene e poi con estrema attenzione e aiutandoti con la carta forno sistema il dolce su un piatto.



In estate, al posto delle noci, è ottima con l'aggiunta di more e mirtilli freschi! Noi ce la gusteremo domani in versione invernale sperando che, con tutto quello che la nonna Vit preparerà, ci rimanga un buchino anche per il dolce!




21 dicembre 2015

Pensieri fuori dal coro: Nocetti di Montersino ma con le nocciole

A metà novembre tutto bene, mi sembra un sogno pensare che con le feste di Natale arriverà anche qualche giorno di ferie. 
A fine novembre mi sento ansiosa. Dovunque vado il Natale è li sulla soglia in attesa di poter entrare in scena. Se da piccola fantasticavo pensando a Babbo Natale e al regalo che mi avrebbe portato, ora invece ritrovo quella dimensione incantata nei preparativi per quel giorno e in tutte le piccole cose che vi ruotano attorno: scrivere e confezionare i biglietti d'auguri, decorare l'albero, cercare un pensiero giusto da regale, cucinare dolcetti e stuzzichini per il pranzo natalizio.... Più di ogni altra cosa mi piace pensare a piccoli pensieri speciali da donare con il cuore a chi amo. Pensierini realizzati da me, come segno del mio affetto. Natale è anche tornare bambini. Perdersi nell'incanto delle luci che illuminano la città, lasciarsi travolgere dalla bellezza di un paesaggio innevato, ritrovarsi a condividere un sorriso con i propri cari. Non ho dei bellissimi ricordi di noi in famiglia il giorno di Natale. Non siamo in tanti ma fin da piccola ricordo che ... si finiva sempre a litigare! Ora sono sporadiche le occasioni per ritrovarsi tutti insieme e le cose, forse per questo vanno decisamente meglio... non è sempre così ma siamo migliorati... Forse si finge... ma che dire per un giorno proviamo a mettere da parte problemi e incomprensioni, anche se non è facile riuscirci.
In verità, crescendo però mi rendo conto di sentire sempre meno la gioia e il senso delle festività e trovo che sia un vero peccato. Così all'inizio di dicembre solitamente la dolce metà mi guarda ed emette la sua sentenza: "Ecco che è tornato il Grinch che c'è in te!". I giorni passano e con l'avvicinarsi del 24 dicembre il mio umore peggiora inesorabilmente. Ho quasi la sensazione che ci sia sempre qualcosa che mi infastidisce, ma non saprei dire cosa, rendendomi irrequieta, insoddisfatta, scontrosa, in attesa di qualcosa che non arriverà mai..  Gli ultimi giorni che precedono il Natale mi assale un senso di depressione e abbandono Inaudito e cosí provo a reagire come posso, cercando di sublimare i miei malumori in attività socialmente più utili e creative: sforno torte, biscotti, focacce, dolcetti; disegno e ritaglio biglietti, menù, letterine... e non si sa come, nonostante tutto questo lavoro, arrivo comunque al giorno fatidico in affanno, alla ricerca della carta per impacchettare gli ultimi regali o della teglia di biscotti ancora da infornare alle 11.00 della mattina del 25 dicembre! Proprio loro, i biscotti, per fortuna riescono sempre bene anche quelli dell'ultimo minuto. Così, come l'anno scorso, anche quest'anno ho pensato di regalarne un po' ad alcune colleghe. Mi piace prepararne di diversi tipi, ognuno con una forma diversa e confezionarli in una scatola di latta con un bigliettino e la ricetta per realizzarli. Oppure impilo uno sopra l'altro quelli dello stesso tipo e li rivesto di carta trasparente e con piccoli disegni, chiudendoli a caramella con un fiocco colorato ad ogni estremità proprio come questi. Sono solo piccoli pensieri ma per me valgono di più di un regalo costoso di circostanza.

NOCETTI DI MONTERSINO MA CON LE NOCCIOLE
Ingredienti per circa 30/35 pezzi
Per la frolla bianca:
220 gr di burro
160 gr di zucchero a velo
32,5 gr di tuorli 
312,5 gr farina 00 (180 w)
62,5 gr fecola di patata
un pizzico di sale
1 bacca di vaniglia
Per la frolla al cacao e nocciole:
220 gr di burro
160 gr di zucchero a velo
42,5 gr di tuorli
312,5 gr di farina 00 (180 w)
5o gr di fecola di patata
20 gr di cacao amaro in polvere 
un pizzico di sale
1 bacca di vaniglia
225 gr di nocciole (la ricetta prevede le noci)

Per la pasta frolla bianca: lavora il burro e lo zucchero. Quando inizierà ad essere cremoso unisci il sale e la polpa della bacca di vaniglia dopo averla incisa e privata dei semi (la bacca può essere riutilizzata per aromatizzare lo zucchero in un barattolo di vetro chiuso ermeticamente). In una ciotola riunisci i tuorli e aggiungili al composto gradualmente. Setaccia la farina e la fecola e aggiungile a più riprese. Appena tutto sarà amalgamato bene, forma una panetto rettangolare, coprilo con la pellicola e lascialo riposare 1 ora in frigorifero. Oppure se come me sei impaziente lascialo in frigo fino a quando non avrai preparato la frolla al cacao poi passa entrambi in freezer per 15/ 20 minuti circa.
Intanto che aspetti prepara la frolla al cacao e nocciole procedendo in modo analogo: lavora il burro con lo zucchero a velo, il sale e la vaniglia. Unisci poco alla volta i tuorli. Setaccia la farina con la fecola e il cacao e unisci tutto al composto in più riprese, poco per volta. La ricetta originale prevede infine di aggiungere le noci tritate grossolanamente. Io ho invece unito le nocciole in precedenza tostate leggermente in forno per pochi minuti. Forma un panetto rettangolare, avvolgilo con la pellicola e metti in frigo a riposare per 1 ora. oppure mettilo in freezer per 15/20 minuti, insieme a quello bianco (momentaneamente in attesa in frigo se abbiamo deciso di procedere così per fare prima). 
Trascorso tale tempo assembla i biscotti: stendi la pasta bianca in un rettangolo spesso circa 4 mm. Con la frolla al cacao invece forma dei cilindri lunghi leggermente meno del lato più corto del rettangolo di frolla bianca. Quest'ultimo spennellalo leggermente con un goccio di acqua. Posiziona il rettangolo di frolla bianca con il lato più corto davanti a te. Allinea sul bordo il cilindro di pasta al cacao posizionandolo quindi orizzontalmente. Avvolgi la frolla bianca intorno al cilindro formando un rotolo. rifila il bordo e continua così fino ad esaurimento della pasta. Anche se la ricetta non lo prevede, per esperienza personale consiglio di posiziona i rotoli ricavati su un vassoio e di farli riposare in frigo altri 15 minuti per indurirli un po' visto che lavorando l'impasto il burro si sarà ammorbidito. Poi con un coltello taglia il rotolo a fette formando dei dischetti regolari con uno spessore simile. Riponili nuovamente in freezer finché non saranno induriti bene (questo passaggio serve per preservare in cottura la forma dei biscotti). Posizionali su una teglia rivestita di carta forno e cuocili subito a 180 °C per 15 minuti circa. Una volta pronti falli raffreddare completamente prima di toglierli dalla teglia.


I biscotti si conservano bene in una scatola di latta e sono ottimi come dolce pensiero di Natale. Per variare, visto che mi ero accorta che di frolla al cacao ne sarebbe avanzata di più rispetto a quella classica, ho pensato di prepararne alcuni rettangolari: ho steso un rettangolo di frolla al cacao, ho sovrapposto un rettangolo più sottile di frolla bianca e infine ho ricoperto con un altro rettangolo di frolla al cacao. Ho dato un giro di mattarello per compattare e ho tagliato tanti piccoli rettangoli. A pensarci prima, per questi di forma diversa sarebbe stato carino sostituire le nocciole con altra frutta secca per avere così dei biscotti assortiti. 


19 dicembre 2015

SAM E DAVE SCAVANO UNA BUCA

Mac Barnett, illustrato da Jon Klassen

Terre di Mezzo, 2015

Illustrato

Età di lettura: scuola dell'infanzia, scuole primarie primo ciclo

Portatemi al mare e lasciatemi sulla spiaggia per qualche minuto vietandomi di sguazzare nell'acqua e al vostro ritorno con tutta probabilità mi ritroverete, senza che nemmeno io me ne sia resa conto, intenta a scavare una buca. E' un'abitudine che ho sviluppato da piccola, e che crescendo non mi ha mai abbandonato. Amo il mare, l'acqua e l'estate ma non riesco a passare più di dieci minuti ferma sullo sdraio senza far nulla. Che io sia intenta a conversare o semplicemente seduta per riposare un attimo, la mano si allunga e l'azione che compie è la medesima: scavare un buco nella sabbia. Ormai è un riflesso incondizionato. Succede, punto. Se da piccola poteva servire per costruire dei bellissimi castelli, per cercare l'acqua, un tesoro o aprire un varco in una dimensione parallela, ora non saprei dirvi quale utilità o piacere ciò possa comportare, anche se forse la risposta sta proprio in questo libro, un albo illustrato divertente costituito da testo ed illustrazioni essenziali, queste ultime dai toni caldi del sole e della terra. 

Proprio come piace tanto fare a me, anche se non si trovano in spiaggia, ma con tutta probabilità in un campo o in un giardino di campagna, i protagonisti di questo racconto, armati di una grande pala e insieme al loro cane, decidono di scavare una buca con l'intento di trovare qualcosa di spettacolare. Ma quanto ci vorrà? Poco importa, così come è del tutto irrilevante se e cosa vi troveranno, perchè quello che spinge Sam e Dave a farlo e a continuare nell'impresa è la scoperta, l'imprevisto, il desiderio di imbattersi in qualcosa di inatteso, di inaspettato. Ed è proprio questo che rende questa attività così interessante.


I due iniziano a scavare di lunedì e continuano fino a quando la buca non diventa così grande da contenerli entrambi. Ma ancora non è sufficiente. E così continuano a scavare. Il terreno intorno a loro sembra promettere bene, anzi con tutta probabilità là sotto potrebbe celarsi veramente un tesoro. Sam e Dave, infatti, senza rendersene conto sono arrivati a scavare molto vicino a qualcosa di estremamente interessante ma, ormai privi di energie, decidono di fermarsi un poco per rifocillarsi. Bevono latte al cioccolato, mangiano biscotti a forma di animale.


Infine, scelgono di scavare in un'altra direzione. Scava e scava, ora verso destra, non accade nulla. Solo terra e nient'altro. Provano perciò a cambiare strategia e si dividono per un po' scavando in due direzioni opposte. Quando le loro strade si ricongiungono, Sam e Dave, ignari di quello che sepolto nella terra si nasconde ai loro occhi, ancora una volta non hanno trovato nulla. Non resta perciò che ricominciare a scavare, questa volta insieme verso il basso. Un vero peccato questo ulteriore cambio di direzione, considerando quello che avrebbero potuto scoprire se avessero continuato a scavare qualche altro metro più in là: un diamante così grande da togliere il fiato. Ma tanto questo loro non potevano saperlo, solo noi lettori siamo consapevoli di come nel loro continuo cercare non siano riusciti a trovare qualcosa che era proprio li, accanto a loro.


Sempre più stanchi, sporchi  e sconsolati, dopo aver scavato ancora Sam e Dave condividono gli ultimi avanzi della loro merenda e si addormentano.

Il loro piccolo amico a quattro zampe invece sembra aver fiutato finalmente qualcosa di interessante per lui da sgranocchiare, un osso nascosto pochi centimetri al di sotto del terreno.  E' quello il punto in cui senza troppo fatica incomincia a scavare un poco, giusto il necessario per ritrovarsi con il muso fuori dal cunicolo in cui sono e, in un attimo, cane, osso, terra, pale, Dave e Sam  cominciano a precipitano giù, giù, giù sempre più giù, finché non atterrano sul morbido, o meglio nel giardino nel quale avevano cominciato a scavare quella buca. Ecco, questa si che è una cosa davvero spettacolare! Così spettacolare che ora, Sam e Dave possono rientrare felici e soddisfatti in casa pronti per un'altra merenda e forse per un'altra avventura alla ricerca di qualcosa, qualsia cosa essa sia, di veramente spettacolare.


Le illustrazioni di questo albo illustrato, che presto verrà pubblicato in altri 14 Paesi, sono state realizzate da Jon Klassen illustratore di altri due gioiellini: Voglio il mio cappello! e Questo non è il mio cappello .

Inutile dire che questa storia é un po’ una metafora di quello che accade spesso nella vita: alla ricerca continua di quel qualcosa che renda perfetta e felice la nostra esistenza, per mille variabili diverse, spesso non ci accorgiamo che le cose preziose, che desideriamo tanto, sono proprio li accanto a noi, sotto il nostro naso.

18 dicembre 2015

Piccole Eco-renne

Quest'anno, tra le diverse letture proposte, in una biblioteca con i bambini dai 4 ai 6 anni e le loro famiglie, dopo la lettura ad alta voce di alcune storie sul Natale e la "diversità", abbiamo provato a costruire creativamente uno degli animali che solitamente accompagna Babbo Natale nelle sue avventure: la renna. 
I laboratori creativi proposti, come sempre, oltre a rappresentare un momento prezioso di rielaborazione del racconto, hanno anche lo scopo di mostrare ai genitori come le letture e i libri possono offrire stimoli nuovi dai quali partire per coinvolgere i bambini in attività espressive molteplici riproducibili anche  a casa, a costo 0 se si decide di impiegare risorse di scarto o che non utilizziamo più. Come in questo caso. 
Ogni bambino durante il laboratorio ha colorato con fantasia e assemblato una piccola renna realizzata con le anime della carta igienica e con il cartone delle scatole delle merendine. E' molto semplice da costruire e con lo stesso procedimento possiamo creare tanti altri animali e personaggi.

Visto che è Natale, con un bel filo colorato si potrebbero anche appendere all'albero per decorarlo, oppure potrebbe diventare protagonista, insieme ad altri soggetti, di un presepe ecologico.


PICCOLE ECO-RENNE

Ecco cosa ci occorre per realizzarla:
>> 1 anima della carta igienica o dello carta assorbente (in questo caso potremmo realizzare 2 renne)
>> un cartoncino bianco anche riciclato come ad esempio quello delle scatole delle merendine o dei crackers
>> una puntatrice
>> pennarelli, veline colorate
>> corda o lana
>> colla
>> forbici

Come procedere: prendi l'anima della carta igienica e ponila verticalmente davanti a te. Partendo dal bordo superiore con le forbici pratica un taglietto verticale  di due cm circa. Eseguine un altro uguale con una distanza di 4 cm circa da quello precedente. In questo modo abbiamo formato il collo della renna che ci servirà per fissare la testa. Elimina il bordo in eccesso ai lati del collo tagliandolo via con le forbici.

Ora, sul bordo inferiore del rotolo, quello su cui poggia, disegna un puntino in corrispondenza di ogni lato come se dovessi segnare i punti cardinali. Con le forbici ritaglia un semi arco intorno ad ogni punto alto circa 1/2 cm. Avremmo così ottenuto l'apertura per le zampe.

Su un cartoncino, meglio se di riciclo, disegna il muso e le corna della renna, utilizzando se vuoi queste sagome. 



Ritagliale, poi colorale con i pennarelli. Decora anche il corpo della renna. Si possono utilizzare i colori ma anche carta velina o altri materiali a scelta.

Ora possiamo procedere con l'assemblaggio: piega leggermente la parte superiore della testa e fissala con la puntatrice al collo, poi fissa anche le corna. Con della lana puoi fare una piccola treccia per la coda fermandola al corpo della renna con un pezzetto di scotch.


Prima del laboratorio vuoi leggere un bel libro ma non sai quale scegliere?  Ecco alcune storie di renne e alci, natalizie e non...
  • Olive, una renna molto speciale, Ed. Fabbri 2001
  • L'aiutante di Babbo Natale, Ed. Emme 1996
  • Babbo Natale e la piccola renna: una storia, Ed. Bohem 2009
  • L'alce Gustavo: una storia di Natale, Ed. Il Castoro 2003
  • Quest'Alce è mio, Ed. Zoolibri 2013
  • Signor Alce, Ed. El 2012
Qui invece, alla fine della pagina, altre idee per le attività creative natalizie!

16 dicembre 2015

PENSIERI FUORI DAL CORO: RAVIOLI AL PROSCIUTTO COTTO, MORTADELLA, PARMIGIANO E NOCCIOLE CONDITI CON BURRO ALLA SALVIA

Nuova mania la pasta fresca ripiena fatta in casa. Una volta avevo la macchina manuale per tirarla ma non mi sentivo proprio all'altezza di cimentarmi in un'impresa simile pur avendo trascorso la mia infanzia circondata da nonne per le quali il mattarello era come per noi l'impastatrice. Quasi come un'estensione dei loro arti, il mattarello lo sfilavano da una cavità del tavolo appositamente adibita per riporlo. Poi come per magia facevano apparire un grande tagliere di legno conservato con cura in un'enorme fodera bianca e, giù di olio di gomito, si iniziava a tirare la sfoglia per tortellini, lasagne e tagliatelle. Zia, prozia, bisnonna, nonna paterna e materna, persino mia madre, possedevano tutte lo stesso identico equipaggiamento che sfoggiavano in procinto delle feste natalizie. Anche i genitori e la nonna del moroso non erano da meno. Da loro si allestiva la vigilia di Natale una vera e propria catena di montaggio! Durante la mia infanzia, ho passato così molte mattine osservando e poi aiutando mia nonna, e in seguito mia suocera, a tirare chilometri di sfoglia e confezionare centinaia di tortellini sufficienti per arrivare come sempre sulle nostre tavole fino a Pasqua. Qui terminavano le scorte e se ne riparlava poi al successivo 25 dicembre. Ora come dicevo la macchina per tirare la sfoglia non ce l'ho più e guarda un po' naturalmente adesso mi sento pronta a provarci e obiettivamente ci ho preso pure gusto! Mi viene però da ridere se penso a me che con fare impacciato trasformo la penisola in un tagliere improvvisato munita di un baby mattarello che sembra quello della barbie! Non sono stata un'allieva diligente, ho carpito pochi segreti di quell'antica arte che mi volevano tramandare visto che in realtà a quei tempi, invece che aiutare veramente mia nonna in cucina, ero troppo impegnata a non farmi beccare mentre le mangiavo di nascosto tutto il ripieno dei tortellini!

Ad ogni modo, qualcosina comunque ho imparato e con i miei rudimentali mezzi ecco che cos'ho combinato questa volta:

RAVIOLI AL PROSCIUTTO COTTO, MORTADELLA, NOCCIOLE 
E PARMIGIANO CONDITI CON BURRO ALLA SALVIA

Ingredienti per due o 3 persone

Per il brodo leggero
4 foglie di salvia
mezza carota
mezza cipolla
un gambo di sedano

Per la pasta:
150 gr di farina debole
50 gr di farina di semola rimacinata di grano duro
2 uova
acqua q.b.

Per il ripieno
4 fette di prosciutto cotto
4 fette di mortadella
20 gr di formaggio di latte a pasta tenera tipo Castel san Pietro
4 cucchiai di parmigiano
noce moscata
nocciole tritate fini

Per il condimento
2 foglie di salvia tagliate fini
20 gr di burro di ottima qualità
2 cucchiai di parmigiano (si può omettere)


In una capiente pentola fai bollire l'acqua con 4 foglie di salvia, mezza carota, mezza cipolla e un gambo di sedano. Lascia cuocere tutto per 2 orette a fuoco basso poi filtra il liquido e rimettilo nella pentola.

Nel frattempo Preparare il ripieno: nel robot da cucina trita il prosciutto, la mortadella, il formaggio e il parmigiano. Unisci l'uovo, la noce moscata e le nocciole tritate e precedentemente tostate in forno per qualche minuto. Il composto dovrà risultare abbastanza cremoso.
Preparare la pasta: sulla spianatoia fai la fontana con le farine, al centro rompi le due uova e inizia ad impastare. La semola di grano duro assorbe più liquidi per cui se l'impasto dovesse essere troppo duro e asciutto unisci pian piano un goccio di acqua. Lavora energicamente la pasta per 15 minuti: quando la pasta sarà ben liscia, con il mattarello stendere una sfoglia sottile. Taglia la sfoglia in strisce leggermente più grandi della misura del coppa pasta scelto per tagliare i ravioli. Io ne ho usato uno a forma di cuore con i bordi dentellati. Disponi sulla strisci di sfoglia dei mucchietti di ripieno distanziandoli. spennella con un pennello leggermente inumidito di acqua la pasta e sovrapponi la seconda striscia facendo aderire bene i bordi e premendo con i polpastrelli tutt'intorno al ripieno. Con un coppa pasta ricava i ravioli e procedi così fino ad esaurimento.

Cuoci i ravioli nel brodo leggero preparato in precedenza. Quando sono quasi cotti in un tegame sciogli il burro con la salvia poi spegni il fuoco. Scola i ravioli prelevandoli con una ramina, versali nel tegame e condiscili con il burro alla salvia unendo un goccio di brodo per renderli più cremosi. Spolvera con il parmigiano e servi ben caldi. Se vuoi aggiungi anche qualche nocciola tostata e tritata grossolanamente.

12 dicembre 2015

IL CAVALIERE PANCIATERRA

Testi e illustrazioni di Gilles Bachelet
Ed. Il Castoro, 2015
illustrato
Età di lettura:: scuola primaria

C'è la guerra, La Lumaca Panciaterra appena sveglia non ha un minuto da perdere, l'esercito del cavaliere Cornomolle, suo nemico giurato, ha invaso la sua aiuola di fragole e ora la questione deve essere risolta con una battaglia sanguinosa e senza pietà. 
Panciaterra, senza indugi, si prepara al combattimento. A letto consuma una colazione frugale a base di frutta fresca, torte succulente, pasticcini golosi, marmellate, ciambelle e ogni ben di dio. Poi qualche esercizio di ginnastica con i pesi, leggendo, mentre li solleva, qualche notizia sul giornale.
Fa una doccia veloce, immerso in una vasca colma di acqua, schiuma e paperelle, si lava con cura la schiena e finalmente indossa l'armatura e l'elmo. Il cavaliere Panciaterra è pronto.
Prima di partire però sbriga alcune faccende in ufficio, saluta i suoi amati bambini e bacia sua moglie intenta ad infornare dei deliziosi biscottini. Fatto, in men che non si dica Pancieterra si volatilizza.
In cammino verso il campo di battaglia, sotto il braccio la "schiscetta", procede con passo spedito. Senza perdersi in futili distrazioni Panciaterra si concede giusto il tempo per salvare una principessa in pericolo, indicare la strada ad una ragazza con il cappuccio rosso ed un cestino pieno di prelibatezza che sembra essersi persa, affrontare un terribile gigante, giocare a scacchi con la morte, incidere le iniziali della sua amata sopra un fungo, e magari disegnare anche la loro storia amore.


Poi, finalmente, dopo aver ripreso il cammino, ecco che il Cavaliere Panciaterra giunge in prossimità del campo di battaglia e a quanto pare ad aspettarlo ci sono proprio tutti: armi, stendardi e armature lucenti, a sinistra il suo esercito, a destra quello del nemico. I due combattenti uno di fronte all'altro sono pronti per dare inizio alle ostilità.


A pensarci bene però il tempo vola e ormai è ora di pranzo! Per combattere bisogna essere in forma  e dopo tutta la fatica fatta per arrivare fino li, non c'è nulla di meglio che consumare un pasto veloce ma sostanzioso per fare il pieno di energie. Il cibo poi è risaputo, riesce a dissipare qualsiasi conflitto o differenza e con la pancia piena si ragiona meglio. Ora sul campo di battaglia si banchetta in allegria. C'è chi si appresta a mangiare una gustosa crostata, chi apparecchia sul prato con piatti e tovaglia, qualcuno ha pensato anche alle bevande portando cestini colmi di bottiglie di vino e grossi e pesanti barili, altri invece cucinano allegramente funghi allo spiedo, hamburger fumanti, una pizza, un uovo in padella...


E dopo pranzo, sul campo di battaglia rimangono solo gli avanzi e i corpi distesi delle lumache immerse in un silenzio assoluto! Forse sono tutte morte? L'autore si è dimenticato di raccontare la cosa più importante, le fasi salienti della battaglia? O forse, semplicemente, dopo mangiato i prodi combattenti hanno deciso di farsi una bella pennichella per aiutare la digestione.
Fatto sta che dopo un lungo sonnellino, al risveglio ormai il sole è calato. Si è fatto tardi e non avrebbe senso concludere una battaglia sanguinosa in così poco tempo a disposizione.
Il cavaliere Panciaterra e Cornamolle allora si stringono la mano e si danno appuntamento al giorno seguente. Si ritorna a casa!
La strada per il ritorno non sembra particolarmente avventurosa a parte qualche contrattempo da risolvere: un gruppo di furfanti da sistemare, un drago sputa fuoco da eliminare... e il pane da acquistare per la cena. Infine giunto a casa, Panciaterra può riabbracciare la sua bella e i suoi amati bambini. E il giorno dopo, la storia ricomincia.
La Lumaca Panciaterra appena sveglia non ha un minuto da perdere, l'esercito del cavaliere Cornomolle, suo nemico giurato, ha invaso la sua aiuola di fragole e ora la questione deve essere risolta con una battaglia sanguinosa e senza pietà...


Una storia circola che può essere letta  infinite volte arricchendosi e trasformandosi attraverso i dettagli delle illustrazioni che ad ogni lettura integrano il testo svelandoci così sempre nuovi particolari e retroscena del racconto. Una storia da leggere con la voce e con lo sguardo invitando i bambini a contribuire e partecipare alla narrazione, ma anche per riflettere su tematiche quali la guerra, i conflitti, i valori e gli affetti a noi cari. Temi importanti che l'autore in questo albo affronta con una sana ironia... perchè è così che vorremmo che andassero le guerre. Guerre che non vale la pena combattere perchè sono altre le cose per cui lottare e spendere il proprio tempo.

Dello stesso autore potete leggere anche Il mio gatto è proprio matto (Ed. Il Castoro, 2015) e La Signora Coniglio bianco (Ed. Rizzoli, 2013), quest'ultimo un omaggio ad "Alice nel paese delle meraviglie", con un pizzico di humour racconta la faticosa vita famigliare della consorte del Bian coniglio. 
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